Con un rinnovato organico orchestrale la University Big Band è sulle ribalte dei palcoscenici scaligeri già dal concerto del 5 marzo 2009 al Teatro Camploy, con la seconda edizione di “Ricordando Luciano...serata tributo a Luciano Zorzella”. Vincitore del premio la giovane promessa Mattia Cigalini, sax contralto.
Nell'occasione la University Big Band è stata affiancata dalla Big Band Ritmo Sinfonica Città di Verona diretta da Marco Pasetto.
Il 20 maggio 2009 la formazione si è presentata al Salieri Jazz Club di Legnago per una serata concerto nel bellissimo sito di Corte Samuele. Grande consenso di pubblico per un repertorio affidato ai grandi compositori e arrangiatori di Big Band.
Il 27 maggio 2009 la University è ospite della serata di chiusura della stagione del Circolo del Jazz di Verona al Circolo Ufficiali di Castelvecchio. Propone un repertorio in cui saranno evidenziati alcuni assolo. Sandro Gilioli alla tromba in Concert For Cootie, Giovanni Bertasini sempre alla tromba in Midnight Blue, nonché Matteo Costanzi ancora alla tromba in I Remember Clifford, il piano solo di Beppe Guizzardi in Fun Time e la chitarra di Franco Aldegheri in Shiny Stocking.
Nella seconda parte del programma il cantante Alessandro Fracasso (nella foto) propone alcuni brani che hanno caratterizzato la carriera di Frank Sinatra.
Il nuovo assetto musicale dell'Orchestra vede come direttore artistico il maestro Rizzardo Piazzi e l'acquisizione di alcuni giovani musicisti che saranno al centro dell'evoluzione futura della University.
Esiste una big band che più delle altre ha influenzato le sonorità della nostra orchestra. Si tratta della Count Basie Orchestra. Una big band longeva che a partire dai primi anni 30' , fra alti e bassi, portò la sua musica in giro per il mondo quasi fino alla morte del "Conte" Basie avvenuta nel 1984.
Alcuni musicisti, fra cui il chitarrista Freddie Green, rimasero legati alla big band per decenni altri sono divenuti delle vere leggende della musica jazz: basti ricordare, fra tutti, il "Presidente" Lester Young.
Era la notte del 26 giugno 1956. Pioveva a dirotto sulla Pennsylvania turnpike. Diretti in auto da Philadelphia a Chicago, alcuni membri del quintetto di Max Roach cercavano di dormire . Al volante era Nancy, la giovane moglie del pianista Richie Powell (fratello del più noto Bud) . Con lei il marito e il giovane trombettista del gruppo, Clifford Brown, 26enne talentuoso strumentista. La loro corsa e le loro vite finirono in una scarpata.
Il sassofonista di quel quintetto, Benny Golson, volle dedicare uno struggente brano all'amico scomparso; nacque così I remember Clifford. Il tema divenne così famoso che, circa 20 anni fa, fu indicato dagli appassionati come il più famoso brano jazz in un sondaggio condotto dal mensile Musica jazz. Potremmo paragonarlo, sul versante classico, al Requiem di Mozart.
L'arrangiamento proposto dalla University Big Band è uscito dalla penna miracolosa di Sammy Nestico che ne ha fatto un autentico capolavoro. Per tutti i musicisti della big band questo brano non può che far tornare alla mente il ricordo del grande Luciano Zorzella.
In mp3 da scaricare la trasmissione "Anima Jazz" del 10/07/2007
E' disponibile la trasmissione Anima Jazz del 10 luglio 2007 all'interno della quale è stato presentato un brano tratto dal nostro ultimo CD "The Midnight Sun".
Clicca qui per scaricare la trasmissione in formato mp3.