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L'Arena 14.06.2006 - La University da Ellington a Pocho Gatti PDF Stampa E-mail
 

L'Arena
IL GIORNALE DI VERONA

Mercoledì 14 Giugno 2006


Made in Verona/1

La University
da Ellington
a Pocho Gatti

Il nuovo capitolo discografico della University Big Band dopo le due precedenti uscite monografiche su Count Basie stavolta spazia tra classici del repertorio da grande orchestra e pezzi contemporanei, sempre trattati con arrangiamenti orchestrali che richiamano la lezione del pianista e direttore di Red Bank.
«The Midnight Sun», il disco che la big band veronese ha pubblicato per la Freecom, propone dunque ancora pezzi di Sammy Nestico (uno dei prolifici compositori per l'orchestra di Basie) e dello stesso Basie ma nel cd c'è spazio anche per altro: la bellissima canzone omonima "The Midnight Sun", ballata intrisa di accorata decadenza firmata da Lionel Hampton; un superclassico di Duke Ellington come "Sophisticated Lady"; "I remember Clifford" la classica composizione di Benny Golson; "Quintessence" di Quincy Jones e addirittura "Crazy drums" di Pocho Gatti, pianista e compositore di jazz contemporaneo che suonò con Gato Barbieri e Gerry Mulligan e che a Verona frequentò per un certo periodo gli appassionati e i musicisti di jazz scaligeri alla fine degli anni Settanta.
Nell'orchestrone di venti elementi il primo a finir e sotto l'occhio di bue è Beppe Zorzella, lo Special Guest, nonché uomo di punta della formazione, che sfodera un assolo dall'eloquenza bakeriana sostenuto da un bell'arrangiamento di fiati alle sue spalle. Su "Crazy drum" la palla dell'assolo dopo l'intervento scintillante di Luciano Zorzella se la passano di quattro misure in quattro misure Matteo Prevedelli al sax alto, Francesco Lucchese alla chitarra elettrica e Beppe alla tromba. E a proposito di quest'ultimo vale la pena di riascoltare più volte la sua suggestiva esposizione del tema su "I remember Clifford" e il suo intervento limpido e magistrale su "The queen bee".
Sullo stesso pezzo è buono anche il discorso swingante e morbido del tenorsassofonista Riccardo Barbesi a cui il trombettista passa il testimone dopo una paio di chorus. Tra i nomi alla base della riuscita della formazione non si può poi dimenticare quello dei due trombonisti "John" Vidali, il professore di glottologia fondatore della big band nel '95 e Marco Brusco che si distingue con la sua consueta limpidezza da professionista della culisse in "Tall Cotton".
Complessivamente il disco fa un ritratto di una formazione capace di dare l'anima e di giocare bene quell'intesa trovata tra le nutrite sezioni fiati e la ritmica all'interno del gruppo con anni di prove.

Luigi Sabelli

 


   

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